Inspira il Prana riempiendo lo stomaco, indirizzalo con la mente in mezzo all'ombelico, sulla punta del naso e sulle le dita,
nel momento del 'Sandhya' (l'alba e il tramonto) o in qualsiasi altro momento. Così lo Yogi si libera da tutte le malattie.
Con la centratura del Prana sulla punta del naso si ottiene padronanza degli elementi del cielo (aria),
portato a metà dell'ombelico tutte le malattie sono distrutte, centrato sulle dita dei piedi il suo corpo diventa luce.
Colui che beve l'aria attraverso la lingua distrugge la fatica, la sete e molte malattie. Per colui che beve l'aria con la bocca nel corso dei due Sandhya e le ultime due ore della notte, entro tre mesi è ispirato dalla benaugurale Sarasvati (dea della parola) che sarà presente nei suoi discorsi, in sei mesi è libero da tutte le malattie. Indirizzando l'aria alla radice della lingua, l'uomo saggio bere nettare, e gode di ogni prosperità.





