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IL CONTROLLO DELLA PAURA ATTRVAERSO LO YOGA NEGLI SPORT MOTORISTICI

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          di  Ascanio Gardini  “Asky 1:43”

Uno dei maggiori problemi che si incontrano negli sport, ed in particolare quelli motoristici, è l’affronto della paura che può insorgere  in situazioni estreme di pericolo o dopo un brutto infortunio.
Come fare a tenerla sotto controllo ?

Iniziamo con il definire il concetto stesso di  “paura”.  
Trattasi di stato emozionale negativo che si ingenera nell’essere umano a seguito della percezione di un pericolo: sia esso reale od ipotetico. Il risultato prodotto, spesso si manifesta in comportamenti eccessivamente prudenti che, in casi limite, portano la persona ad  avere un atteggiamento totalmente disarmonico rispetto al proprio essere ed alla realtà circostante.
Non di rado,  la paura è collegata ad eventi accaduti in passato che non sono mai stati affrontati e superati.

A riguardo si possono percorrere due strade per tentare di risolvere stati di ansia causati dalla paura: ricorrere ad una razionalizzazione della stessa, andando ad operare sulla mente, oppure utilizzare la meditazione, anche attraverso l’ausilio di tecniche di visualizzazione.
Nel primo caso, vi saranno molteplici incognite sul risultato prodotto. La spiegazione è relativamente semplice: andando ad lavorare solo sul piano razionale, coinvolgendo soltanto la mente,  si comprenderà la causa del proprio timore, ma tale comprensione rimarrà ad un livello superficiale, senza entrare a fondo della persona stessa. Inoltre, nel momento in cui si dovesse ripresentare improvvisamente e/o in maniera estremamente veloce la situazione di pericolo o presunto tale generatrice dello stato di timore, la persona non avrebbe i mezzi per affrontare velocemente il fatto e trarne vantaggio.

Attraverso la meditazione, al contrario, il risultato prodotto è ben differente e porta  sia a liberarsi gradualmente delle paure passate, sia ad affrontare nella maniera  più corretta le situazioni di pericolo attuali, prescindendo dall’aspetto puramente razionale, ma operando sul piano della coscienza. Nella meditazione, infatti, l’essere umano viene a contatto con la parte più profonda della propria coscienza, trovando benessere attraverso  una mente acquietata.

Negli sport motoristici ciò è di estrema importanza, in quanto vi sono situazioni di pericolo che si verificano in  maniera estremamente frequente e non permettono una costante “monitorizzazione” della stessa da parte della mente. Occorre, quindi, che sia l’anima non inquinata dalla mente a guidare le azioni dello sportivo durante la competizione o gli allenamenti.

Il risultato ottenuto sarà una percezione  “reale” del pericolo ed un controllo della paura che emergerà solo in situazioni limite e, comunque, senza inquinare le azioni della persona.
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Ultimo aggiornamento ( Martedì 21 Aprile 2009 21:31 )  

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